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Notiziario Luglio 2011

APPUNTAMENTI 6, 11 e 18 luglio

6 luglio


I 150 anni dell’Unita d’Italia ed il ruolo della Nunziatella sulla scia del recente congresso rotariano del Distretto 2013 celebrato significativamente al Palazzo Carignano, luogo simbolo del Risorgimento, il Rotary Club Torino Collina ha voluto programmare, su iniziativa degli ex allievi Col. C.C. Angelo Buono e Avv. Claudio Salzano, una serata sul tema “I 150 anni dell’Italia ed il ruolo della Nunziatella”.
Erano presenti , oltre al nostro Presidente Antonmario Semolini, Gaetano Abastante , Enrico Barotti, Stefano Borio, Carla Canova Fasci, Valter Gianpiero Comello, Antonio D’Altilia , Maurizio De Luca, Fabrizio Gabba , Aldo Lamanna, Angelo Raffaele Lorusso, Giovanni Mana, Francesco Marletta, Giuliana Passero, Amedeo Pettenati, Claudio Salzano, Mario Salzano, Paola Salzano, Lucia Sandali, Bianca Steinleitner, Maria Zarantino.

Erano inoltre presenti: Dott.sa Gabriella Serravalle, presidente di AISLA, assistente del nostro governatore Luciano Roasio e gentile signora Maria Grazia, il nostro coordinatore Armando Prandi, Roberto Fasci, Rita Lamanna, Monica Bracco, Ing. Mario Capello, Carlo Ussello, Avv. Bartolomeo Petitti, Roberto Gschwentner.

E stata particolarmente apprezzata e gradita la partecipazione di Avv. Camillo Mariconda Presidente Nunziatella, Col. Massimiliano Bianchi Com.te del Nizza Cavalleria, T. Col. Paolo Caratori Tontini Dir. Museo Cavalleria Pinerolo, Avv. Giovanna Giolitti Assesore Cultura Comune di Cavour, Ing. Gaetano Bruno e Dott. Ssa Maristella Mazzocchio Presidente Torino Castello.
Dopo l’onore alle bandiere e l’ascolto degli inni, che i presenti hanno coralmente accompagnato, il suono della campana ha dato inizio alla serata.
Dopo breve introduzione del presidente Antonmario Semolini e del presidente in carica degli ex – allievi della Nunziatella Camillo Mariconda, hanno preso la parola il Col. Angelo Buono e, successivamente, il nostro past president, fondatore e socio onorario ad vitam, l’Avv. Claudio Salzano che hanno esposto una breve ma esauriente storia della Nunziatella e del ruolo avuto della stessa nell’Unita dell’Italia anche con la visione di suggestive immagini fotografiche.
La Scuola Militare “Nunziatella ” di Napoli (gia Reale Accademia Militare) e uno dei piu antichi e prestigiosi istituti di formazione militare del mondo, fondato nel 1787 dal Re Ferdinando IV di Borbone. Il suo edificio (chiamato confidenzialmente “Rosso Maniero”) e l’adiacente chiesa della S.S. Annunziata, costituiscono un importante complesso architettonico monumentale della citta di Napoli.

Come sottolineato nel 1989 in occasione di una sua visita all’Istituto dall’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga: “La Nunziatella, oltre ad essere un luogo di formazione militare, e un luogo di grandissima formazione culturale e civile. Qui e racchiusa la Storia di tutto il nostro Paese”, la Scuola sin dalla sua nascita ha vissuto in profonda connessione con le principali vicende storiche e politiche che hanno caratterizzato la penisola e tra queste naturalmente quelle che hanno condotto alla nascita dello stato Italiano.
Si riporta la relazione del nostro Amedeo Pettenati quale sunto della serata:
Oltre a creare il Rotary Club Torino Collina, gli ex allievi della Nunziatella hanno contribuito all’Unita d’Italia. Quale coincidenza migliore per chiudere le conviviali per la pausa estiva che la conferenza di quei soci fondatori che sono ex allievi della Nunziatella: il colonnello Angelo Buono e l’avvocato Claudio Salzano? Si erano gia infatti conosciuti come ex allievi della piu antica Accademia militare d’Italia, i due fondatori del Rotary Club Torino Collina e nel 150°dell’Unita d’Italia hanno voluto ricordare i loro compagni che si schierarono su fronti opposti nel Risorgimento, pur mantenendo l’imprinting Nunziatella. Addirittura un avo del socio fondatore, Gen. Giovanni Salzano, ultimo comandante in capo dell’esercito borbonico (non proveniente dalla Nunziatella), rimase fedele ai Borboni fino a Gaeta, ultima trincea dopo la ritirata dal Volturno e dal Garigliano, costringendo il generale Cialdini a subire talune sconfitte anche se non determinanti. Primizie storiografiche dimenticate nell’epopea risorgimentale. Cosi come il voltafaccia, comprensibile in quei difficili momenti di altri tre valorosissimi generali borbonici made in Nunziatella: Salvatore Pianel che abbandono l’esercito borbonico nonostante che fosse stato nominato Ministro della Guerra. Questi, infatti, successivamente aveva concordato con Cavour la possibilita di una rivolta del popolo partenopeo prima che arrivassero i garibaldini. Alessandro Nunziante, anch’egli accusato pesantemente di tradimento, forse piu del suo commilitone, era passato dall’altra parte al fine di ottenere vantaggi personali dai piemontesi vincitori. L’altro alto ufficiale borbonico, Alessandro Cosenz, aveva lasciato l’esercito borbonico molto prima divenendo, come riconosciuto dallo stesso Garibaldi, il miglior ufficiale dei garibaldini. I predetti tre Generali erano particolarmente preparati e bravi e lo dimostrarono anche nella terza guerra di indipendenza ove cercarono di salvare il salvabile!


Napoli si era trovata infatti al centro del processo di costruzione dell’unita d’Italia e il richiamo alla necessita dell’indipendenza della Patria e alla coesione del suo popolo suscitarono nuovi sentimenti rivoluzionari in molti degli allievi e soprattutto ex della Scuola Militare. I loro insegnati li avevano educati con l’esempio della propria vita e con una granitica saldezza di pensiero, ad amare l’Italia ed a contribuire con la propria opera alla sua ricostruzione. Filippo Cassola, ammirato in Francia e Russia per le sue scoperte chimiche, avendo viaggiato e visto quanto l’Italia soggiaceva alla servitu rispetto alle altre nazioni, diceva ai suoi studenti: <Giovanotti, ci sara la guerra d’indipendenza italiana, io che sono vecchio non posso farla, la farete voi e percio prima del tempo consueto, sarete ufficiali”.
E di certo il magistero di Francesco De Sanctis, anch’egli per un periodo docente della Nunziatella, non pote fare altro che rinsaldare i rapporti tra la Scuola e il processo risorgimentale. Dimodoche fu assai difficile per gli allievi della Nunziatella decidere se unirsi ai descamisados di Giuseppe Garibaldi o rimanere ufficiali della Real Marina Borbonica, che era seconda solo a quella inglese.
E dire che alla storia di questi legami e all’importanza che la Scuola Militare Nunziatella ebbe nella formazione non solo di quadri militari, ma soprattutto di patrioti e intellettuali di rilievo internazionale, sono stati condotti molti studi ed attivita editoriali e seminariali, ignorati dalla retorica risorgimentale. Tra i suoi tanti allievi celebri ci furono i generali Florestano e Guglielmo Pepe, protagonisti, tra l’altro, dei moti 1799, 1820-21 e 1848-49. A Guglielmo, definito dal De Sanctis <Padre della Rivoluzione italiana>, proprio Torino, ove mori nel 1855, ha voluto dedicare un monumento, che troneggia nell’incantevole piazza Maria Teresa. L’opera venne realizzato nel 1858 per mano dello scultore Stefano Butti e nel 1991 le sculture lapidee ed i bassorilievi di bronzo furono oggetto di mirati interventi di restauro che hanno restituito integra la bellezza del monumento. Tale restauro fu reso possibile dal forte impegno dell’Associazione ex allievi della Nunziatella ed in particolare della Sezione Piemonte e Valle d’Aosta e del suo presidente avv. Camillo Mariconda presente, con altri ufficiali in divisa, alla conviviale. E last but not least , tra i suoi tanti allievi, la Nunziatella ha avuto Vittorio Emanuele III di Savoia (1881-84), re d'Italia, re d'Albania ed Imperatore d'Etiopia dal 1900 al 1946 e il suo amato cugino Amedeo di Savoia-Aosta, il duca degli Abruzzi, generale e viceré dell'Africa Orientale Italiana.
Pare ovvio ma la serata e stata accompagnata da una saporita libagione.
Al termine, dopo il suono di campana, che ha segnato la fine di questa riuscita serata tutti si sono complimentati con i relatori e le persone rappresentative partecipanti.

11 luglio

Interclub Torino Europea

L’incontro, pre – organizzato con il R.C. Torino Europea, ha visto la valida partecipazione dei nostri soci ed invitati.

Presenti erano:
Angelo Buono, Carla Canova Fasci e Robeto Fasci, Antonio D’Altilia, Mario Capello Antonio Capello e Nicolo’ Capello, Amedeo Pettenati, Paola Salzano, Lucia Sandali, Antonmario Semolini, Maria Zarantino e Francesco Fusco.

L’incontro concerneva
una visita all’Ecomuseo del Dinamitificio Nobel in Avigliana
cena presso l’Antica Cappella Bertassi di Avigliana.

La dinamite e un prodotto tutto piemontese. Lo ha spiegato il presidente del Rotary Club Torino Europea…. durante l’Interclub che si e svolto ad Avigliana. Che dall’impasto di cotone e nitroglicerina si potesse ricavare il terribile esplosivo e noto anche ai No Tav che non sanno, pero, che il piu grande dianamitificio d’Europa ha paradossalmente portato il progresso in Valsusa. Fu Ascanio Sobrero di Cavallermaggiore a scoprire che facendo reagire acido cloridico e acido solforico si otteneva un composto esplosivo. Di suo lo svedese Alfred Nobel nel 1872 eresse ad Avigliana, dopo che cesso il monopolio statale, il piu grande dinamitificio d’Europa che diede lavoro a migliaia di operai valsusini, coraggiosamente impiegati in una catena di montaggio da cardiopalma che finiva con il produrre il candelotto di dinamite. A Valloja c’erano gli addetti a trasformare acido soflorico e acido nitrico in nitroglicerina e le addette (erano soprattutto donne ed era il momento piu delicato,perché tutto poteva esplodere) a impastare l’esplosivo con il cotone cardato in locali sotterranei,le cartuccerie, che ora ci appaiono angusti e bui nell’ecomuseo ai piedi della Sacra di San Michele, ma fino a che lo stabilimento nel 1945 non fu distrutto dall’aviazione americana, erano illuminati notte e giorno. Uniti da cunicoli ad angolo retto per la fuga degli operai in caso di esplosione, si evitava che la salvezza fosse impedita dal risucchio. Tutte le materie prime arrivavano grezze in loco tramite un apposito collegamento ferroviario con la stazione di Avigliana in questo stabilimento nascosto e scavato nella pietra che come tale non deturpava minimamente il paesaggio e nel 1917 dava lavoro a 75mila valsusini, i quali, visto l’alto rischio, guadagnavano di piu che i normali operai, protetti di Santa Barbara, di cui c’e ancora la statua all’entrata dell’ecomuseo. Nel 2002 si e voluto restituire alla loro memoria e di tutti gli interessati questo monumento protoindustriale in confronta al quale la torinese fabbrica del Lingotto ha un’importanza del tutto relativa. Funzionava ad energia idroelettrica e le materie esplosive erano stoccate in quattro magazzini disposti a pino inclinato in superficie sul colle digradant .
Gli incidenti erano all’ordine del giorno e sono tutti illustrati dai pannelli esplicativi dell’ecomuseo (riguardo a quella del 1960 che fece tremare anche la stazione di Avigliana c’e pure una articolo del giovane Emilio Fede). Poi arrivarono le televisioni in modo che gli operai che lavoravano notte e giorno potessero vedere a distanza il procedere del lavoro. Il punto piu alto dell’attivita del dinamitificio di Avigliana corrispose alla Prima Guerra Mondiale e fu ampliato lo stabilimento Allemandi sulla collina a sud. Una visita piacevole e interessante in un luogo che non fa piu paura a nessuno, ma che ha visto tanti operai morire, i nazisti proteggere lo stabilimento e i partigiani saccheggiarlo.
La sera, particolarmente piacevole, ha consentito un interscambio di pensieri e notizie fra i partecipanti.

Apericena del 18 luglio 2011

Presenti:
Gaetano Abastante, Carla Canova Fasci, Valter Gianpiero Comello, Antonio D’Altilia, Fabrizio Gabba, Angelo Raffaele Lorusso, Giovanni Mana, Lucia Sandali, Giuliana Passero, Amedeo Pettenati, Giorgia Ragionieri, Claudio Salzano, Mario Salzano, Paola Salzano, Nicola Siniscalco, Bianca Steinleitner e Roberto Gschwentner , Maria Zarantino.
Assente il Presidente Antonmario Semolini.
Durante l’aperitivo ha preso la parola il past-past president, fondatore e attualmente socio onorario avv. Claudio Salzano che si e meravigliato con disappunto del nuovo logo con cui sono fatti i gagliardetti del club e di cui non ne era a conoscenza, ritenendo lo stesso molto diverso da quello iniziale e mancante del termine Rotary prima della frase Club Torino Collina elemento considerato basilare e rilevando che il simbolo del Torino Collina era la statua della Vittoria Alata e che il simbolo del Rotary e la ruota dentata.
Antonio D’Altilia ha rilevato che il nuovo logo era stato approvato nell’assemblea dei soci del 15.11.2010 ove il Claudio Salzano era assente ma che il Suo voto, a favore, era stato espresso dalla Paola Salzano, che il nuovo logo era da tempo inserito nel sito del club per cui era da tutti conosciuto e conoscibile e che non era giusto addebitare colpa a chi ha lavorato in buona fede e tanto.
Interveniva Gaetano Abastante sottolineando che la mancanza del termine Rotary del logo poteva essere, comunque, corretta sia sul sito internet che nella stesura dei prossimi gagliardetti.
Continuava Claudio Salzano esponendo la necessita che nell’accettare i nuovi soci ci si doveva adeguare a quanto previsto dalle norme del Rotary e della necessita che il direttivo si riunisca almeno una volta al mese.
Inoltre evidenziava che le dimissioni dovevano essere esaminate dal direttivo. Terminava comunicando che era necessario rendere il ns. gruppo piu coeso.
E’ stato un “apericena” alquanto movimentato.

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